lunedì 4 maggio 2015

domenica 19 aprile 2015

CONT EL COEUR IN MAN

Ragazzi, ma che bella l'Italia! Ma che bella nazione! Accogliente, generosa, pronta a dare una mano ai disperati, ai reietti di tutto il mondo, a quelli che chiedono aiuto. A Milano, dato che siamo in tema di Expò, direbbero  "cont el coeur in man". E  questa qualità nazionale, ovviamente, è nota a tutto il resto del mondo. Anche nei più remoti angolini del pianete ormai si dice apertamente "Italy is good" e serpeggia il latente desiderio di trasferirsi qui da noi. E siamo felici quando questo desiderio si trasforma in una precisa volontà.

E il governo? Beh, debbo dirlo francamente: mai come in questo frangente le iniziative governative rispecchiano fedelmente i desideri dei cittadini. 

Con il plauso generale accogliamo munificamente le popolazioni Rom, altrimenti definite "nomadi", cercando di trattenerle definitivamente sul suolo patrio. Chiudiamo un occhio sulle potenti auto, solitamente grosse mercedes o impegnativi fuori strada, di cui dispongono e ci affanniamo a cercare loro dignitose sistemazioni abitative. Non badiamo a spese e, per far fronte all'emergenza, requisiamo prestigiosi alberghi, caserme, scuole, abitazioni private e costruiamo villaggi prefabbricati dotati di ogni comfort. 

Ma tutto ciò non ci soddisfa appieno. Occorre fare di più. E così i comuni, nella fattispecie noi cittadini, si fanno felicemente carico di provvedere al pagamento delle loro utenze domestiche come acqua, gas, luce, smaltimento rifiuti, eccetera. Ben contenti offriamo assistenza sanitaria (ovviamente senza il ticket), scuole e istruzione per i minori. Nel mentre  le organizzazioni umanitarie si affannano a cercare per loro vestiario e ad allestire mense gratuite. E questo entusiasticamente facciamo non solo per i Rom ma anche per tutti quei cittadini dell'Est che si precipitano da noi, l'ormai arcinoto "paese di bengodi", in qualità di profughi. 

Bello eh? Ci sentiamo più leggeri, in grazia di Dio. E magari abbiamo riscattato un qualche latente senso di colpa che ci trascinavamo dietro dal passato e forse anche dal presente.

E che dire di ciò che succede nel terzo continente? La voce corre e ("vox populi vox dei") intere popolazioni, mezza Africa, è in marcia con ogni mezzo per arrivare in italia. Attraversano nazioni, deserti e infine il mediterraneo per sbarcare sull'avamposto lampedusano, sui lidi siciliani, calabresi e pugliesi.  

Ma anche qui il nostro innato altruismo e l'intimo convincimento di cercare di dare il  più possibile sollievo ai sofferenti, agli esclusi ha il sopravvento su ogni qualsiasi altra considerazione. A tal proposito ci distinguiamo per efficienza operativa e  rapidità nell'azione. Basta un chiamata via cellulare da un qualsiasi decrepito barcone in difficoltà davanti alla Libia ed ecco che accorriamo come un sol uomo con i potenti mezzi della  marina militare  e della guardia costiera. E, complimentandoci a vicenda, portiamo tutti sani e salvi nei nostri porti, nei centri di accoglienza nel frattempo allestiti. 

Ma oltre che efficienti siamo anche buoni. Talmente buoni, e questo è un punto d'orgoglio nazionale, che, nel malaugurato caso i noti mercanti di carne umana libici ci sparassero addosso o tentassero di impadronirsi dei nostri pescherecci, non faremmo assolutamente niente. Sorrideremmo (si sa, sono incidenti che capitano) e, dato che siamo nella culla del cristianesimo..... "porgeremmo l'altra guancia".  

Che dire, siamo proprio bravi. Siamo talmente bravi che  l'EU, l'ONU, si proprio loro, queste leggendarie organizzazioni, ci hanno dato carta bianca e rifiutano (bontà loro) di intervenire a qualsiasi titolo. Che meraviglia. Siamo solo noi i depositari di questa gravosa ma onorevole responsabilità. Si, proprio così, uomini, mezzi e ovviamente costi  sono tutti nostri. Insomma c'è da essere orgogliosi: un piccolo paese, un grande compito.

Ah, a proposito di Europa, dimenticavo dirvi che altissima è la considerazione offertaci dagli altri paesi europei a noi legati da solidi  trattati politici, economici e militari. Infatti, nel caso qualche disperato fortunosamente  sbarcato nel nostro sud avesse avuto l'ardire di raggiungere altri paesi  europei sarebbe immediatamente respinto e rimandato in Italia.  Che volete, è più che giusto, c'è di mezzo il trattato di Dublino. Ci sono di mezzo i cosiddetti respingimenti intereuropei. 

Comunque ragazzi, tranquilli. Finchè ci siamo noi, mugugno a parte, va tutto bene. Purchè la situazione, come da ultime preoccupanti notizie, non prenda una.....brutta piega.

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mercoledì 15 aprile 2015

EXPOSEX

"L'Italia in tutti i sensi" riporta un depliant pubblicitario sull'Expò e mai tale affermazione fu più descrittiva dell'evento. Infatti non è ancora partita la grande "Kermesse" e già il clamore mediatico  per il  solito malaffare, i ritardi, gli scandali, gli appalti truccati che l'hanno accompagnata fin dall'inizio stanno pian piano scivolando nell'oblio. Nel frattempo la grande vetrina dell'eccellenza italiana si accinge a proporre al mondo intero il grande "business" alternativo. Non proprio ortodosso ma in un certo senso connaturato a quello che nell'accezione comune viene chiamato il "made in Italy".

L'avevo detto già da tempo, ci avrei scommesso sopra. Si prepara l'invasione del gaudente esercito di escort, o meglio di puttanoni, baldracche, bagasce, battone, mignotte, zoccole  o qualdirsivoglia con codazzo di trans, femminielli, viados e chi più ne ha più ne metta. E ovviamente il tutto comprensivo degli stati maggiori di papponi e magnaccia vari.  

Calano a ondate, a migliaia, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Romene, bulgare, albanesi, quelle alte e bionde dall'est europeo , dall'Africa occidentale le senegalesi, le ghanesi più o meno "abbronzate", quelle del "fascino orientale" con occhi a mandorla e infine le "professioniste" nostrane. Crescerà anche il numero delle prostitute occasionali, giovani e più o meno sprovvedute che potranno così pagarsi gli studi o un viaggio. Tutte ansiose di partecipare al grande evento, di immergersi nel più grande bordello d'Eeuropa.

Una vera e propria  "task-force" con l'arduo compito  di allietare le altrimenti tediose pause di giapponesini incravattati e paperoni sauditi tra un saltino allo stand delle salsiccette piccanti del Salento ed un convegno sull'importanza della cannella nella preparazione del brasato. 

In tutti gli hotel un kit di benvenuto, con preservativo allegato mentre  su riviste e inserzioni online si sprecano annunci tipo  "bilocale arredato discreto pulito e silenzioso, mq 50, ideale per massaggiatrici e escort, 500 euro alla settimana".  

I visitatori dell'Expò, soprattutto se uomini lontano da casa e dalle reti sociali, la prima cosa che fanno è cercare sesso a pagamento. Ma c'è il lato oscuro: le malattie sessualmente trasmissibili, come sifilide, gonorrea ed epatiti sono in aumento. Anche l’HIV, di cui nessuno parla più, non è affatto in calo. Contromisure? Sorvoliamo, e che diamine simo o non siamo in IItalia ? Dopotutto questo vuol dire soldi in ciecolazione, lavoro per molti e una notevole spinta per la la ripresa economica. Le stime degli esperti dicono che la manifestazione contribuirà notevolmente all'innalzamento del PIL nazionale. Solo che, tanto per essere un po maliziosi, non si alzerà solo il PIL nazionale. 

Ma ci pensate a quello che ci aspetta in questo scorcio di 2015? Circa venti milioni di visitatori per Expò, un'invasione di prostitute, ondate infinite di clandestini in arrivo dall'Africa,  e, dulcis in fundo, un non meglio quantificato numero  di pellegrini in arrivo per il Giubileo indetto dal Papa. 

Manca nessuno? Tanto, si fa per dire, non c'è problema. Italia sei grande! E indiscutibilmente accogliente!

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